Skip to main content

Full text of "Anna Bolena : tragedia lirica in tre atti"

See other formats


«Mrsici DI 


SAETANO DONIZETTI 


—_——- 


PREZZO LIRE UNA 
02 Ca 


Nei 


/coRDI 








1987 


DOLENA 


TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI 


IDI 


FELICE ROMANI 


MUSICA DI 


nl 








———T————_—_—————_—_—_——_ 
——___@ÈÉÉz --=- "ms 


TEATRO ALLA SCALA 


CARNEVALE-QUARESIMA 1876-77 


IMPRESA CORTI 





ND VE y 
Ro iL 
ApoM O i; 

INZE ROMA N p 
AA 
cOnpRE 
29.Charlos Strect Middlesex Hospital W. 





— Proprietà letteraria - Legge 25 Giugno 1865. 





MUSIC LIBRARY 
UNC--CHAPEL HILL 


ENRICO VIII, Re d’Inghilterra 

ANNA BOLENA, sua moglie . . 

GIOVANNA SEYMOUR, Damigella 
e 0, 

Lord ROCHEFORT, fratello di Anna. 

Lord RICCARDO PERCY 

| SMETON, Paggio e. musico della Re- 
gina . MR 

Sir HERVEY, Uffiziale del Re. 


PERSONAGGI 


Merly Luigi 


Fossa Amalia 


Contarini Albina 
Moretti Carlo 


Gayarre Giuliano 
» 


Barton Sara 


Villanova 


CORI e COMPARSEK 


y 


Cortigiani —- Uffiziali — Lordi — Cacciatori — Soldati. 


L'azione è in Inghilterra; 


il primo Atto a Windsor, il secondo a Londra. 


L'epoca è del 15836. 


Il virgolato si ommette, 


Maestro concertatore e direttore per le Opere, Frdnco Faccio 
. Sostituti, Favi Stanislao e Coronaro Gaetano. 
Maestro direttore dei Cori, Zarini Emanuele. 
Sostituto, Sala Giuseppe. | 
Primi Violini solisti, Corbellini Vincenzo - Rammpazzini Giovanni. 
Primo dei secondi Violini, Bastoni Giovanni. 
Primo Violino e direttore d'Orchestra pel Ballo, Pantaleoni Alceo. 
Sostituto, Roncati Carlo. 
Prime Viole a perfetta vicenda, Cavallini Eugenio - Di Carlo Vincenzo 
Prima Viola pel Ballo Santelli Giuseppe. 
Primi Violoncelli a vicenda per l'Opera e Ballo 
Traujfi Isidoro - Quarenghi Guglielmo. 
Primo Violoncello pel Ballo, Nani Giovanni 
Primo Contrabasso per l’ Opera, Negri Luigi. 
Sostituto, Jenuscky Giovanni. 
Primo Contrabasso al cembalo pel Ballo, Moja Alessandro. 
Primo Flauto, per l'Opera, Zamperoni Antonio - pel Ballo, Gillone Emilio 
Primo Ottavino, Canti Giuseppe. 

Primo Oboè, per l'Opera, Confalonieri Cesare - pel Ballo, Cesari Luigi. 
Primo Clarinetto, per l'Opera, Orsi Romeo - pel Ballo, Sassella Luigi. 
Primo Fagotto, per l'Opera, Torriani Antonio - pel Ballo, Borghetti Giuseppe 
Primi Corni, per l'Opera, Laurini Domisio - Languiller Marco. 
Primo Corno, pel Ballo, Mariani Giuseppe. 

Prima Tromba, per l'Opera, Falda Gaetano - pel Ballo, Priora Eugenio. 
Primi Tromboni, Bernardi Paolo - Balestra Luigi. 
Bombardone, Castelli Antonio. 

Prima A rpa, per l'Opera, Bovio Angelo - pel Ballo, Nardari Alessandro 
Gran Cassa, Marcellini Gaudenzio. 

Organo e Fisarmonica, Zarini Emanuele. 

Direttore di scena, Archinti Gaetano. 

Ispettore pel Ballo, Viganò Davide. 

Rammentatore, Gilardi Canzio. © 
Direttore ed inventore delle scene, Cav. Carlo Ferrario 
Sostituto Giacopelli Giuseppe. 

Direttore ed inventore del Macchinismo, Iastellari Gaetano 
Vestiarista proprietario, Zamperoni Luigi. 
Attrezzista proprietario, Gaetano Croce e Figlio. 
Seultore, Galli Rizzardo. 

Fornitore proprietario dei Pianoforti, Erba Luigi. 
Fornitore delle maglie, Enrico Beati. 

Fiorista e piumista, Borroni Teresa - Parrucchiere, Ditta Vonaodia 
Giojelliere, Corbella Napoleone. 


Calzolajo, Maweroffer Rosa. 


AVVERTIMENTO. 


Enrico VIII, Re d’ Inghilterra, preso d’ amore per Anna 
Bolena, ripudiò Caterina d'Aragona sua prima moglie, e quella 
sposò; ma bentosto di lei disgustato, e invaghito di Giovanna 
Seymour, cercò ragioni di sciogliere il secondo suo nodo. Anna 
fu accusata di aver tradita la fede comugale, e complici suoi 
furono dichiarati il conte di Ltochefort, suo fratello, Smeton, 
musico di corte, ed altri Gentiluomini del Le. Il solo Smeton 
confessossi colpevole; e su questa confessione Anna fu condan- 
nata al supplizio con tutti gli accusati. È incerto ancora sella 
fosse rea. L’animo dissimulatore e crudele di Enrico KELLA 
fa piuttosto credere ch'ella fosse innocente. L'autore del Me- 
lodramma si è appigliato a cotesta credenza, come più acconcia 
ad un lavoro da rappresentarsi in Teatro: per questo riflesso 
gli sia perdonato se in alcuna parte si discostò dall’istoria. 

Qual sia orditura dell’ azione, ei non dice: sarà essa fa- 
cilmente rilevata dal Lettore. 


Anna Bolena 1-77 1 


Digitized by the Internet Archive 
in 2021 with funding from 
University of North Carolina at Chapel Hill 


Nttps://archive.org/details/annabolenatraged00roma_2 


ATTO PRIMO 


A-AIRI_y 


SCENA PRIMA. 


Sala nel Castello di Windsor negli appartamenti della Regina. 


Il luogo è illuminato. 


Coro di Cavalieri, che, passeggiando, discorrono sotto voce. 


Nè venne il Re? 


Silenzio: 
Ancor non venne. 
Ed ella? 
Ne geme in cor, ma simula. 
Tramonta omai sua stella. 
D'’Enrico il cor volubile 
Arde d’un altro amor. 


Tutto lo dice. 


Il torbido 
Aspetto del Sovrano... 
Il parlar tronco... 
Il subito 
Irne da lei lontano... 
Un acquetarsi insolito 
Del suo geloso umor. 


Oh! come ratto il folgore 


Sul capo suo discese! 
Come giustizia vendica 
L’espulsa Aragonese! 
Fors'è serbata, ahi misera! 
Ad onta e duol maggior. 


SCENA IL. 


Giovanna Seymour, e detti. 


f 


Gro. Ella di me, sollecita 
Più dell’usato, ha chiesto. 
Ella... perchè ?... qual palpito! 
Qual dubbio in me si è desto! 
Innanzi alla mia vittima 
Perde ogni ardire il cor. 
Sorda al rimorso rendimi, 
O in me ti estingui, amor. 


SCENA III. 


Anna seguita dalle sue Dame, da Paggi e da Scudteri. 
Tutti le fanno corona. Smeton è nel corteggio. Silenzio. 


ANNASÌ taciturna e mesta 
Mai non vidi assemblea... Tu stessa, un tempo 
Lieta cotanto, richiamar non sal (a Giovanna) 
Sul tuo labbro un sorriso ! 
Gro. E chi potria 
Seren mostrarsi, quando afflitto ei vede 
La sua Regina? 
ANNA Afflitta, è ver, son io... 
Nè so perchè... Smania inquieta, ignota, 
A me la pace da più giorni invola. 
5ME.(Misera!) 


Gio. (Io tremo ad ogni sua parola.) 
ANNASmeton dov'è? 
SME. Regina! 


ANNAA me t’appressa. Non vuoi tu per poco 
De’tuoi concenti rallegrar mia Corte, 
Finchè giunto sia il Re? 


Gio. (Mio cor, respira.) 
AnnALoco, o Ledi, prendete. 
SME. (Oh amor, m'inspira.) 


(siedono' tutti. Un’arpa è recata a Smeton, che canta la 
seguente romanzo). 


I . 
Deh! non voler costringere 
A finta gioia il viso; 
Bella è la tua mestizia 
Siccome il tuo sorriso. 
Cinta di nubi ancora 
Bella è così l’aurora, 
La luna malinconica 
Bella è nel suo pallor. 


II. 


Chi pensierosa e tacita 

| Starti così tì mira, 
Ti crede ingenua vergine 
Che il primo amor sospira : 
Ed obbliato il serto 
Ond'è il tuo crin coperto, 
Teco sospira e sembragli 
Esser quel primo amor. 


ANNA(sorge commossa Cessa... deh ! cessa... 
I £ 
Sme.Regina!... oh ciel!... 


Coro 
ANNA 


GIO. 
ANNA 


GIo. 
ANNA 


(Ella è turbata, oppressa.) 

(Come, innocente giovane, 

Come m'hai scosso il core! 

Son calde ancor le ceneri 

Del mio primiero amore! 

Ah! non avessi il petto 

Aperto ad altro affetto, 

Io non sarei sì misera 

Nel vano mio splendor.- 
Ma poche omai rimangono (agli astanti) 

Ore di notte, io credo. 

L’alba è vicina a sorgere... 

Signori, io vi congedo. 

È vana speme attendere, 

Che omai più giunga il Re. 
Andiam, Seymour. (si appoggia a lei} 

Che v’agita? 

Legger potessi in me! 
Non v’ha sguardo a cui sia dato 

Penetrar nel mesto core: 

Mi condanna il crudo fato, 

Non intesa, a sospirar. 


10 


Ah! se mai di regio soglio 
Ti seduce lo splendore, © 
Ti rammenta il mio cordoglio, - 
Non lasciarti lusingar. 


Gio. (Alzar gli occhi in lei non oso, 
Non ardisco favellar.) 
Coro (Qualche istante di riposo 


Gio. 


Possa il. sonno a lei recar.) 
(Anna parte accompagnata da Giovanna e dalle ancelle. L’a- 
dunanza si scioglie a poco a poco) 


SCENA IV. 


Giovanna ritorna agitata dagli appartamenti della Regina. 


Oh! qual parlar fu il suo! 
Come il cor mi colpì! - Tradita forse, 
Scoperta io mi sarei? Sul mio sembiante 
Avria letto il misfatto? - Ah, no; mi strinse 
Teneramente al petto: 
Riposa ignara che il serpente ha stretto. 
Potessi almen ritrarre 
Da questo abisso il piede; e far che il tempo 
Corso non fosse. - Ahi! la mia sorte è fissa, 
Fissa nel Cielo come il dì supremo. 
Ecco, ecco il Re... 

(è battuto ad una porta: Giovanna va ad aprire) 


SCENA V. 


Enrico e detta. 


ENR. Tremate voi?... 

Gro. Sì, tremo. 
EnR.Che fa colei? 

Gio. Riposa. 

EnR.Non io. 

Gio. Riposo io forse? - Ultimo sia 


Questo colloquio nostro... ultimo, o Sire; 
Ve ne scongiuro... 


ll 

ENR. E tal sarà. Vederci 
Alla faccia del Sole omai dobbiamo: 

La Terra e il Cielo han da saper ch'io v’amo. 

Gro. Giammai, giammai... Sotterra 
Vorrei celar la mia vergogna... 

ENR. E gloria 
L’amor d’Enrico... Ed era tal per Anna 
Agli occhi pur dell'Inghilterra intera. 

Gio. Dopo l’Imene ei l'era... 

‘. Dopo l’Imene solo. 

ENR. E in questa guisa 
M'’ama Seymour? | | 

Gro. E il Re così pur m'ama? 

EnR.Ingrata, e che bramate ? 

Go. Amore e fama. 

ENR. Fama! Sì: l’avrete, e tale 

Che nel mondo egual non fia: 
Tutta in voi la luce mia, 
Solo in voi si spanderà. 

Non avrà Seymour rivale, 
Come il Sol rival non ha. 

Gio. La mia fama è a piè dell’ara; 

Onta altrove è a me serbata: 
E quell’ara è a me vietata: 
Lo sa il Cielo, il Re lo sa. 
AN! s'è ver che al Re son cara, 
L’onor mio pur caro avrà. 


ENR. SÌ... v’intendo... (risentito) 
Gio. Oh Cielo! e tanto 

E in voi sdegno? 
ENR. E sdegno e duolo. 
Gro. Sire 1... 
ENR. Amate il Re soltanto. 
Gio, Io!... 
ENR. Vi preme il trono solo. 

a 2 


Anna pure amor m’offria, 
Vagheggiando il soglio inglese... 
Ella pure il serto ambia 
Dell’altéra Aragonese... 

L’ebbe alfin; ma l’ebbe appena, 
Che sul crin le vacillò. 

Per suo danno. per sua pena, 

D'altra donna il cor tentò. 


12 
Go. 


ENR, 
Gio. 
ENR. 
Gro. 


ENR. 


Gio. 


ENR. 


Giro. 
ENR. 
Gro. 


ENR. 


GIo. 


ENR. 


Gio. 


ENR. 


Gio. 


ENR. 


Ah! non io, non io v'offria 
Questo cor a torto offeso... 
Il mio Re me lo rapia; 
Dal mio Re mì venga reso; 
Più infelice di Bolena, 
Più da piangere sarò. 
Di un ripudio avrò la pena, 
‘Nè un marito offeso avrò, (Gio. s’allontana pian- 
Tu mi lasci? gendo) 
Il deggio. 
Arresta. 
Io no'l posso. 
Arresta : il voglio. 
Già l’altar per te si appresta: 
Avrai sposo e scettro e soglio. 
Cielo !... ed Anna? 
Io l’odio... 
Ah! Sire... 
Giunto è il giorno di punire. 
Ah! qual colpa? 
La più nera. 
Diemmi un cor che suo non era... ‘ 
M'’ingannò pria d’esser moglie ; 
Moglie ancora m'ingannò. 
E i suoi nodi? 
Il Re li scioglie. 
Con qual mezzo ? 
Io sol lo so. 


SO 


Ah! qual sia cercar non oso... 
No'l consente il core oppresso... 
Ma sperar mi sia concesso 
Che non fia di crudeltà. 

Non mi costi un regio sposo 
Più rimorsi, per pietà! 

Rassicura il cor dubbioso: 

Nel tuo re la mente acqueta... 
Ch’ei ti vegga omai più lieta 
Dell’amor che sua ti fa. 

La tua pace, il tuo riposo 
Pieno io voglio, e tal sarà. 

(Enrico parte dalla porta segreta: Giovanna entra negli 

appartamenti). 


13 
SCENA VI. 
‘Parco nel Castello di Windsor, 
È giorno. 


Percy e Rochefort da varie parti. 


Roc.Chi veggo ?... In Inghilterra (incontrandosi) 
Tu, mio Percy? (si abbracciano) 
PER. Mi vi richiama, amico, 


D'Enrico un cenno... E al suo passaggio offrirmi, 
Quando alla caccia el mova, è mio consiglio. 
Dopo sì lungo esiglio 
Respirar l'aura antica e il ciel natio, 
. Ad ogni core è dolce, amaro al mio. 
Roc.Caro Percy! mutato 
Il duol non t'ha così, che a ravvisarti 
Pronto io non fossi. 
PER. Non è duolo il mio 
Che in fronte appaia; raunato è tutto 
Nel cor profondo. - Io non ardisco, o amico, 
Della tua suora avventurar inchiesta... 
Roc Ella è Regina... Ogni sua gioia è questa. 
Per.E il ver parlò la fama? 
Ella è infelice *... Il Re mutato?... 
Roc. E dura 
Amor contento mai ? 
PER. Ben dici... ei vive 
Privo di speme come vive il mio. 
Roc Sommesso parla. 
PER. E che temer degg'’io ? 
Da quel dì che, lei perduta, 
Disperato in bando andai, 
Da quel dì che il mar passai, 
La mia morte cominciò. 
Ogni luce a me fu muta, 
Dai viventi mi divisi: 
Ogni terra ov'io m'assisi È 
La mia tomba mi sembrò. 
Anna Bolena 3 


14 
Roc. 


PER. 


Roc. 


DER 
Roc. 


PER. 


Coro 


E venisti a far peggiore 
Il tuo Stato a lei vicino ? 
Senza mente, senza core, 
Cieco io seguo il mio destino. 
Pur talvolta, in duol sì fiero, 
Mi sorride nel pensiero 
La certezza che fortuna 
I miei mali vendicò. (odonsi suoni 
Già la caccia si raduna... di caccia) 
Taci: alcuno udir ti può. 


SCENA VII. 


Escono da varie parti drappelli di Cacciatori, Paggi, 


Scudieri e Genti armate di picche, ecc. 


Olà! veloci accorrano 

I Paggi, gli Scudieri... 
I veltri sì dispongano... 
S'insellino i destrieri... 
Più che giammai sollecito . 
Esce stamane il Re. 
Ed Anna anch?ella!... 
> Acquétati. 
Forse con lui non è. 

AL! così ne’dì ridenti 
Del primier felice amore, 
Palpitar sentiva il core 
Nel doverla riveder. 

Dì que’dolci e bei momenti, 
Ciel pietoso, un sol mi rendi, 
Poi la vita a me riprendi, 
Perch'io mora di piacer. 

Sì appressa il Re: schieratevi... 
Al Re si renda onor. 


15 
SCENA. VIII. 


Tutti gii astanti si dispongono în due file. Rochefort trae seco in 
disparte Percy. Entra Enrico, e passa in mezzo alle file, ed 
Anna si presenta frammezzo alle sue Damigelle. Percy si col- 
loca in modo da esser veduto da Enrico, Hervey, e Guardie. 


ENR.Desta sì tosto, e tolta 
Oggi al riposo? 
ANNA In me potea più forte 
Che il desìo del riposo 
Quel di vedervi Omai più dì son corsi 
Ch'io non godea del mio Signor l’aspetto. 
ENR.Molte mi stanno in petto 
E gravi cure... Pur mia mente ognora 
A voi fu volta: nè un momento solo 
Da voi ritrassi il mio vegliante sguardo. 
Voi qua, Percy! 


ANNA (Ciel! chi vegg’io... Riccardo). 
ENR.Appressatevi. 

Par: (Io tremo.) 

ENnR.Pronto ben foste... 

PER. Un solo istante, o Sire, 


Che indugiato io mi fossi a far palese 
Il grato animo mio, saria sembrato 
Errore ad altri, a me sembrò delitto. 
La man che me proscritto 
Alla Patria ridona e al tetto antico, 
Devoto io bacio... 

ENR. Non la man d’Enrico. 
Dell’innocenza vostra, 
Già da gran tempo securtà mi diede 
Chi, nudrito con voi, con voi cresciuto, 
Conosce della vostr’alma il candore, 
Anna alfin. 

PER. Anna!... 

ANNA (Non tradirmi, o core!) 


16 


PER. Voi, Regina!... E fia pur vero 
Che di me pensier vi prese ? 

ANNA Innocente... il Regno intero 
Vi credette... e vi difese... 

ENR. E innocente io vi credei, 


Perchè tal sembraste a lei... 
Tutto il Regno, a me il credete, 
V’era invan mallevador. 


PER. Ah, Regina! (si prostra e le bacia la mano) 
ANNA Oh Dio! Sorgete. 

Roc. (Ei si perde!) 

ENR. Hervey. (con la massima indifferenza) 
HER. Signor. 


(Percy si appressa a Rochefort, Enrico sì trattiene dal lato opposto 
con Hervey, Anna è nel mezzo, sforzandosi di celare il turbamento) 


TUTTI 


ANNA (Io sentii sulla mia mano 
La sua lagrima corrente... 
Della fiamma più cocente 
Si diffonde sul mio cor.) 
PER. (Ah! pensava a me lontano: (a Rochefort) 
Me ramingo non soffria : 
Ogni affanno il core obblia: 
Io rinasco, io spero ancor.) 
Roc. (Ah! che fai! ti frena, insano : (a Percy) 
Ogni sguardo è in te rivolto: 
Hai palese, hai scritto in volto 
Lo scompiglio del tuo cor.) 
ENR. (A te spetta il far che vano (ad Hervey) 
Non riesca il grande intento: 
D'ogni passo, d’ ogni accento 
Sil costante esplorator.) 
HER. (Non indarno il mio Sovrano (ad Enrico) 
In me fida il suo disegno: 
Io sarò, mia fè ne impegno, 
De' suoi cenni esecutori.) 
Coro (Che mai fia? sì mite e umano 
Oggi il Re, sì lieto in viso? 
Mentitore è il suo sorriso, 
E foriero del furor.) 


17 
ENR. Or che reso ai patrii lidi, (a Percy con bontà) 
È assoluto appien voi siete, 
In mia Corte, fra i più fidi, 
Spero ben che rimarrete. 


PER. Mesto, o Sire, per natura, 
Destinato a vita oscura... 
Mal saprei... 

ENR. (interrompendolo) No, no, lo bramo. 


Rochefort, lo affido a te. 
Per la caccia omai partiamo... 

Anna, addio. (con disinvoltura) 

ANNA (s’inchina) (Son fuor di me.) (i corni danno 
x il 

TUTTI Questo dì per sa spuntato ‘ iaia) 
Con sì lieti e fausti auspici, 
Dai successi più felici 
Coronato splenderà. 


PER., ANNA. e ENR. 


(Ah! per me non sia turbato 
Quando in Ciel tramonterà.) 
(Altra preda amico fato 
Ne’ miei lacci guiderà.) 
(Anna parte colle Damigelle; Enrico col seguito dei Cacciatori; 
Rochefort e Percy da un’ altra parte) 


FINE DELL’ ATTO PRIMO. 


18 


ATTO SECONDO 


SCENA PRIMA. 


Gabinetto 


nel Castello che mette all’interno delle stanze di Anna. 


Anna e Rochefort. 


AnnaCessa... tropp’ oltre vai... 
Troppo insisti, o fratello... 
Roc. Un sol momento 
Ti piaccia udirlo: « alcun periglio, il credi, 


Correr non puoi.. bensì lo corri, e grave, 
Se fai col tuo rigore 


Che il duol soverchi ogni ragione in lui ». 
AnNALassa! e cagion del .suo ritorno io fui! 
Ebben... me ’l guida, e veglia 


Attento sì che a noi non giunga alcuno 
Che a me fedel non sia. 
Roc.Riposa in me. 


(parte) 


SCENA IL. 


Anna e Smeton mascosto. 


SME.(affacciandosi) »(Nè uscir poss’ io?... Che fia?)» 
ANNADebole io fui... dovea 


Ferma negar... non mai vederlo... Ahi! vano 
Di mia ragion consiglio; 


Non ne ascolta la voce il cor codardo. 


SCENA III. 


Percy ed Anna. 


ANNAEccolo!... io tremo!... io gelo!... 


PER. Anna fa. 

ANNA kRiccardo! 
Sien brevi i detti nostri, I 
Cauti, sommessi. - A rinfacciarmi forse 


Vieni la fè tradita? Ammenda, il vedi, 
Ampia ammenda ne feci: ambiziosa, 
Un serto io volli, e un serto ebb' io di spine. 
Per.lo ti vegso infelice, e l’ira ha fine.‘ 
La fronte mia solcata 
Vedi dal. duolo: io te ’1 perdono; io sento 
Che, a te vicino, de’ passati affanni 
Potrei scordarmi, come, giunto a riva, 
Il naufrago nocchiero i flutti obblia.. 
Ogni tempesta mia 
In te s’ acqueta, vien da te mia luce.... 
AnnAMisero ! e quale speme or ti seduce? 
Non sai che moglie io sono?... 
Che son regina? 
PER. Oh! non lo dir. No ’l1 debbo, 
© Nol so saper. Anna per me tu sei, 
Anna soltanto. Ed io non son l’ istesso 
Riccardo tuo?... quel che t’amò cotanto... 
Quel che ad amare t'insegnò primiero ?... 
E non t' abborre il Re... 


ANNA Mi abborre, è vero. 
PER. S° ei t' abborre, io t amo ancora, 

Qual t' amava in basso stato : 

( Meco obblia di sposo ingrato 


Il disprezzo ed il rigor. 
Un amante che t' adora 
Non posporre a rio Signor. 
ANNA = Ah! non sai che i*miei legami, 
Come sacri, orrendi sono... 
Che con me s' asside in trono 
Il sospetto ed il terror!.., 
Ah! mai più, se è ver che m' ami, 
ri Non, parlar con me d'amor. 


20 
PER. 


ANNA. 


PER. 
ANNA 


PER. 
ANNA 


PER. 


ANNA 


PER. 


ANNA 
PER. 
ANNA 


PER. 


ANNA 


SME. 
ANNA 
PER. 


Ahi! crudele! 
Forsennato! i 
Fuggi, va... te'n fo preghiera. 
No, giammai. 
Ne oppone il fato 
Invincibil barriera. a 
Io la sprezzo. 
In Inghilterra 
Non ti trovi il nuovo albòr. 
Ah! cadavere sotterra . 
Ei mi trovi... o teco ancor. 


ada 


Per pietà del mio spavento. 
Dell’ orrore in cui mi vedi, 
Cedi ai prieghi, al pianto cedi, 
Ci divida e terra e mar. 
Cerca altrove un cor contento, 
Cui non sia delitto amar. 
Al tuo piè trafitto e spento 
Io cadrò, se tu lo chiedi: 
Ma ch'io resti mi concedi 
Solamente a sospirar. 
Presso a te mi fia contento 
Il soffrire ed il penar. 
Parti, il voglio. Alcun potria (risoluta) 
Ascoltarti in queste mura. 
Partirò .. ma dimmi pria: 
Ti vedrò ?... prometti... giura. 
No. Mai più. 
Mai più! Sia questa 
Mia risposta al tuo giurar. | 
(snuda la spada per trafiggersi) 
Ah! che fai, spietato! (gettando un grido) 


SCENA IV. 
Smeton e detti. 


; Arresta ! 
Giusto ciel! 


Non ti appressar. 
(vogliono scagliarsi uno contro l’altro) 


21 
ANNA Deh! fermate... io son perduta : 
Giunge alcuno... io più non reggo. 

(si abbandona sovra una sedia) 


SCENA V. 


Rochefort accorrendo spaventato, e detti. 


Roc. AR! sorella... 

SME. Ella è svenuta. 
Roc. Giunge il Re. 

SME. e PER. IlOReil 


SCENA VI. 


Enrico, HeFvey e detti. 


ENR. Che veggo ? 
Destre armate in queste porte; 
In mia reggia nudi acciar ! 
Olà, guardie ? 


SCENA VII. 


Alla voce del Re accorrono i Cortigiani, le Dame, 
i Paggi e i Soldati. Indi Giovanna Seymour. 


PER. Avversa sorte! 
Coro Che mai fu? 
SME, e Roc. Che dir? che far? 
(un momento di silenzio) 
ENR. Tace ognuno, è ognun tremante! 


Qual misfatto or qui s’ordia ? 
Io vi leggo nel sembiante 
Che compiuta è l’onta mia: 
Testimonio è il regno intero 
Che costei tradiva il Re. 

SME. Sire... ah! Sire... non è vero. 
Io lo giuro ai vostri piè. 

Anna Bolena 9 


22 


ENR. Tanto ‘ardisci! - Al tradimento 
Già si esperto, o giovinetto? 
SME. Uccidetemi, s'io mento: 


Nudo, inerme io v'offro il petto. © 
(gli cade il ritratto di Anna) 

ENR. Qual monile ? 
SME. Oh ciel! 
ENR. Che vedo! 

Al mio sguardo appena il credo! 

Del suo nero tradimento 

Ecco il vero accusator. 
PeR., ANNA Oh! mia angoscia! 
SME., Roc. Oh! mio spavento! 
ANNA Ove sono ?.. Oh mio Signor! (rinviene) 


(si avvicina ad Enrico: egli è fremente. Taciono tutti) 
Tue 


ANNA In quegli sguardi impresso 
Il tuo sospetto io vedo: 
Ma, per pietà lo chiedo, 
Non condannarmi, o Re. 
Lascia che il core oppresso 
Torni per poco in sè. 
ENR. Del tuo nefando eccesso 
Vedi in mia man la prova. 
Il lagrimar non giova; 
Fuggi lontan da me. 
Poter morire adesso 
Meglio saria per te. 
PER. (Cielo! un rivale in esso, 
Un mio rival felice! 
E me l’ingannatrice 
Volea bandir da sè © 
Tutta ti sfoga adesso, 
Ira del fato in me). 
Gro. (All’infelice appresso 
Poss’io trovarmi, o cielo! 
Preso d’orror, di gelo, 
Come il mio cor non è? 
b5pense il mio nero eccesso 
Ogni virtude in me). 


— SmE, Roc. 


ENR. 


ANNA 
ENR. 
ANNA 
ENR. 


ANNA 


23 
(Ah! l’ho perduta io stesso, 
Colma ho la sua sventura! 7 
Il giorno a me si oscura, 
Non mi sostiene il piò. 
Poter morire adesso 
Meglio saria per me). 
In separato carcere 
Tutti costor sien tratti. 
luis debilesirot 
Scostati! 
Un detto sol... 
Ritratti! 
Non io, sol denno i giudici 
La tua discolpa udir. 
Giudici! - ad Anna!! 


PER., SME., Roc Ahi! misera. 


Gio., Coro 


ANNA 


ENR. 


Coro 


(È scritto il suo morir!) 
riti 
(Ah! segnata è la mia sorte, 
Se mi accusa chi condanna. 
Ah! di legge sì tiranna 
Al poter soccomberò. 
Ma scolpata dopo morte, 
E assoluta un dì sarò). 
(Sì, segnata è la tua sorte, 
Se un sospetto aver poss'io. 
Chi divide il soglio mio 
Macchia in terra aver non può. 
Mi fia pena la tua morte, 
Ma la morte a te darò.) 
PrERSGIOS SME NeN0C. 
(Ah! segnata è la mia sorte: 
A sfuggirla ogni opra è vana: 
Arte in terra, o forza umana, - 
Mitigacla omai non può. 
Nel mio core è già la morte, 
E la morte ancor non ho). 
(Ah! di quanti avversa sorte 
Mali afflisse il soglio inglese, 
Un funesto in lui non scese 
Pari a quello che scoppiò. 
Innocenza ha qui la morte 
Che il delitto macchinò). 
FINE DELL'ATTO SECONDO. 


24 


ATTO TERZO 


ooo 
SCENA PRIMA. 


Gabinetto che mette alle stanze ov'è custodita Anna. 


Guardie alla porta. 


Coro di Damigelle. 


Oh! dove mai ne andarono 
Le turbe adulatrici, 
Che intorno a lei venivano 
Ne' giorni suoi felici! 
Seymour, Seymour medesima, 
Da lei si allontanò. 

Ma noi per sempre, o misera, 
Sempse con te saremo, 
O il tuo trionfo apprestisi, 
O il tuo disastro estremo, 
Pochi il destin, ma teneri 
Cori per te lasciò. 

Eccola... afflitta e pallida, 
Move a fatica il piede. 

(esce Anna: tutte le vanno intorno. Ella siede) 


SCENA IL. 


Anna e dette; indi Hervey con Soldati. 


Coro DI DAMIGELLE 
Regina !... rincoratevi: 
Nel ciel ponete fede, 
Hanno confin le lagrime, 
Perir virtù non può. 


._ANNAO mie fedeli, 0 sole 


A me rimaste nella mia sventura 


Consolatrici, ogni speranza, è vero, 
Posta è nel cielo, in lui soltanto... In terra 


Non v'ha riparo per la mia riiina. (esce Hervey) 
Che rechi, Hervey ? 
HER. Regina!! 


Duolmi l'amaro incarco a cui m’elegge 
Il Consiglio de’ Pari. 
ANNA Ebben? favella. 
HER.Ei queste ancelle appella 
Al suo cospetto. 
Coro Noi! i 
ANNA Nel suo proposito 
E dunque fermo il Re! Tanta al cor mio 
Ferita ei recherà ?... 
HER. Che dir poss’ io? 
AnnaPiegar la fronte è forza 
Al regale voler, qualunque ei sia. 
Deli’ innocenza mia 
Voi tostimonii siate... 
Tenere amiche. i 
Coro Oh! dì funesto! 
ANNA (abbracciandole) Andate. 
(le Ancelle partono con, Her.) 


SCENA III. 


Anna, indi Giovanna Seymour. 


ANNADio, che mi vedi in core, 
Mi volgo a te... Se meritai quest’ onta 


Giudica tu. (siede e piange) 
Gio. Piange l’afflitta... Ahi! come 

Ne sosterrò lo sguardo ? 
ANNA An! sì, gli affanni 


Dell’ infelice Aragonese inulti 

Esser non denno, e a me terribil pena 

Il tuo rigor destina... 

Ma terribile è troppo... 
Gio. (sì prostra a’ suoi piedi) O mia Regina! 
ANNASeymour !... a me ritorni! 

Non mi obliasti tu ?... Sorgi... Che veggo? 


26 % i 
Impallidisci!... tremi?... A me tu rechi 
Nuova sventura forse? 
Gio. Orrenda... estrema... 
Gioia poss’ io recarvi? Ah!... no... m'’udite. 
Tali son trame ordite, 
Che perduta voi siete. Ad ogni costo 
Vuol franti il Re gli sciagurati nodi 
Che vi stringono a luì... La vita almeno... 
Se non il regio nome... 
La vita almen, deh, voi salvate! 
ANNA E come? 
Spiégati. 
Gro. In dirlo io tremo... 
Pur dirlo io deggio. Il confessarvi rea, 
Dal Re vi scioglie e vi sottragge a. morte.. 
ANNAChe dici tu? 
GIO. La sorte, 
Che vi persegue, altro non lascia a voi 
Mezzo di scampo. 
ANNA E consigliar mel puoi? 
Tu, mia Seymour!!.. 
Gro. Deh! per pietà... 
ANNA ! | Ch’io compri 
Coll’ infamia la vita? 
Gio E infamia e morte 
Volete voi?... Regina!... oh Ciel! cedete... 
Ve ne consiglia il Re... ve ne scongiura 
La sciagurata che l’amor d'Enrico 
Ha destinata al trono. i 
ANNA Oh! chi è costei? 
La conosci? favella. - Ardire ell’ ebbe 
Di consigliarmi una viltà ?... Viltade 
Alla Regina sua!!... parla: chi è dessa? 
Giro. Un’ infelice... 
ANNA E tal facea me stessa. 
Sul suo capo aggravi. un Dio 
Il suo braccio punitore. 


(singhiozzando) 


Gio. Deh! mi ascolta. 

ANNA | Al par del mio 
Sia straziato il vil suo cuore. 

Giro. Ah! perdono! 

ANNA Sia di spine 


La. corona ambita al crine: 
(crescendo con furore; Gio. si smarrisce) 


Sul guancial del regio letto 
Sia la veglia ed il sospetto... 
Fra lei sorga e il reo suo sposo 
Il mio spettro minaccioso... 
E la scure a me concessa, 
Più crudel, le neghi il Re. 
Giro. Ria sentenza!... io moro... ah! cessa! 


Deh! pietà, pietà... di me! 

ANNA Tu!!... Che ascolto? 

Gio. Ah! sì, prostrata 
E al tuo piè la traditrice. 

ANNA Mia rivale !! 

Gio. : Ma straziata 
Dai rimorsi.. ed infelice. 

ANNA Fuggi. fuggi... 

Gio. Ah! no: perdono: 


Dal mio cor punita io sono... 


27 


(prostrandosi) 


(crescendo con passione. Anna s’intenerisce) 


Inesperta.,. lusingata... 
Fui sedotta ed abbagliata... 
Amo Enrico, e n’ ho rossore... 
Mio supplizio è questo amore... 
Gemo e piango, e dal mio pianto 
voffocato amor non è, 

ANNA Sorgi... ah! sorgi... E reo soltanto 


. 


Chi tal fiamma accese in te. (Valza e l’abbraccia) 


Va, infelice, e teco reca 
Il perdono di Bolena: 
Nel mio duol furente e cieca 
T'imprecai terribil pena... . 
La tua grazia or chiedo a Dio, 
E concessa a te sarà. 
Ti rimanga in questo addio 
L'amor mio, - la mia pietà. 
Giro. Ah! peggiore è il tuo perdono 
Dello sdegno ch’io temea. 
Punitor mi lasci un trono 
Del delitto ond’io son rea. 
Là mi attende un giusto Iddio, 
Che per me perdon non ha. 
Ah! primiero è questo addio 
Dei tormenti che mi dà, 


(Anna rientra nelle sue stanze: Giovanna parte afflittissima) 


28 
SCENA IV. 


Vestibolo che mette alla sala ov è adunato il Consiglio. 


Le porte sono chiuse: e gl’ingressi sono custoditi dalle Guardie. 
Coro di Cortigiani, indi Hervey. 


Coro I. Ebben? dinanzi ai giudici 
Quale dei rei fu tratto ? 


II. Smeton. 

I° Ha forse il giovane 
Svelato alcun misfatto ?... 

II. Ancor l’esame ignorasi: 


Chiuso tutt’ ora egli è. 
Turti AN! tolga il Ciel che il debole 

Ed inesperto core 

Sedur sì lasci o vincere 

Da speme o da timore; 

Tolga ch'ei mai dimentichi 
Che accusatore è il Re. 

(sì aprono le porte: esce Hervey) 


Coro Ecco, ecco Hervey. 

HER. Si guidino (ai soldati che partono) 
Anna e Percy. 

Coro (circondandolo) Che fia? 

HER. Smeton parlò. 

Coro L’improvido 
Anna accusata avria? 

HER. Colpa ei svelò che fremere 


Ed arrossir ne fe. 
Ella è perduta. 
Coro Ahi! misera! 
(Accusatore è il Re.) 


SCENA V. 


Enrico, Hervey e Coro. 


HER.Scostatevi... il Re giunge... * E dal Consesso 

Chi vi allontana ? * (il coro si ritira) 
ENR. Inopportuna or fòra 

La mia presenza. Il primo colpo è sceso ; 

Chi lo scagliò si asconda. 


29 
HER. Oh! come al laccio 
— Smeton cadea! 

ENR. ‘Nel carcer suo ritorni 

Il giovin cieco, e a creder segua ancora, 

Finchè sospesa è l’ora 

Della vendetta mia, d’aver salvata 

D'Anna la vita. - Ella si appressa... 
HER. E quinci 

Vien condotto Percy fra’ suoi custodi, 
ENR.SÌ eviti. (per uscire) 


SCENA VI. 


Anna e Percy da parte opposta in mezzo alle guardie. 


Enrico ed Hervey. 


ANNA Arresta, Enrico : (Enrico vuol partire) 
(avvicinandosi con dignità) Arresta... e m'odi. 

ENR.Tiì udrà il Consiglio. 

ANNA A’ piedi tuoi mi prostro; 


. 


Svenami tu, ma non espormi, o Sire, 
All’onta d’un giudizio: il regio nome 
Fa che in me si rispetti. 
ENR. Hai rispettato 
Il regio grado tu? Moglie d’Enrico, 
Ad un Percy scendevi. 
PER. (che si era fermato in disparte, a queste parole si avanza) 
| E tu di questo 
Dispregiato Percy non isdegnasti 
Farti rivale... e a lui l'amante hai tolta. 
EnRr.Fellone! e ardisci? 
PER. Il ver parlarti: ascolta. 
Sarò fra poco innanzi 
A tribunal più santo e più tremendo 
Che il tuo non sia... Giuro per quello... io giuro, 
Ch’ella non ti offendea... che me scacciava, 
Che all’audace mia speme ardea di sdegno... 
EnR.Dell’amor suo più degno 
Un vil paggio rendeva... Egli il confessa... 
E cento adduce testimonii... 


30. 
ANNA Cessa ! (con forza) i 
À questa iniqua accusa 
Mia dignità riprendo, e altamente 
Di Smeton seduttor te, Sire, io grido 
EnR.Audace donna!!... 
ANNA Io sfido | 
Tutta la tua potenza. Ella può darmi 
Morte, ma non infamia. E mio delitto 
L’aver posposto al trono un nobil core 
Come il cor di Percy, l’aver creduta 
Felicità suprema 
L’esser di un Re consorte. 
PER. Oh! gioia estrema! 
No, così turpe affetto 
Tu non nudrivi.. io ne son certo; e lieto 
Con tal certezza il mio destino attendo... 
Ma tu vivrai... sì, tu vivrai. N 
ENR. Che intendo ? 
Ambo morrete, o perfidi ; 
Chi può sottrarvi a morte? 


PER. Giustizia il può... 
ANNA Giustizia! !... 

Muta è d’Enrico in Corte. 
ENR. Ella a tacersi apprese 


Quando sul trono inglese 
Ceder dovette il loco 
Una Regina a te. 

Ma parlerà fra poco... 

PER. Eutn. Lascolta zione: 

Se d’un tradito talamo 
Déssi vendetta al dritto, 
Soltanto il mio si vendichi... 
Esso nel Cielo è scritto. 
Sposi noi siam. 


ENR. Voi sposi! !... | 
ANNA Ah! che di’ tu? 
ENR. Tant'osi? 
PER: Riprendo i dritti miei: 
Ella sia resa a me. 
ENR. E sposa sua tu sell... 
ANNA Ton: (titubante) 
PER. Puoi negarlo ?... 


ANNA (Ahimè!)... 


La 31 
j a 3 
PER, Fin dall’età più tenera 
Tu fosti mia, lo ‘sar: 
Tu mi lasciasti; io, misero, 
Anche infedel t’'amai, 
Quel che mi t'ha rapita 
Ti toglie onore e vita... 
Le braccia io t'apro, io voglio 
Renderti vita e onor. 
ANNA Ah! del tuo cor magnanimo 
Qual prova a me tu dai! 
Perisca il dì che, perfida, 
Te pel crudel lasciai! 
M’ha della fè tradita 
Il giusto Ciel punita... 
Io non trovai nel soglio 
Altro che affanno e orror. 
ENR. (Chiaro è l'inganno inutile, 
Chiara è la trama assai... 
Ma, coppia rea, non credere 
Ch’io ti smentisca mai... 
Dall’arte tua scaltrita 
Tu rimarrai punita.. 
Più rio ne avrai cordoglio, 
Strazio ne avrai maggior). 
Al Consiglio sien tratti, o custodi. 


ANNA Anco insisti ? 

PER. Il Consiglio ne ascolti. 

ENR. » Va, confessa gli antichi tuoi nodi: 
» Non temer ch'io li voglia disciolti. 

ANNA »Ciel! Ti spiega... furore represso 

»Più tremendo sul volto ti sta. » 

ENR. Coppia iniqua! l'inganno tuo stesso 
Sull’odiato tuo capo cadrà. 

to Salirà d'Inghilterra sul trono 


Altra donna più degna d’affetto: 
Abborrito, infamato, reietto 
Il tuo nome, il tuo sangue sarà. 
ANNA e Quanto, ahi quanto! è funesto il tuo dono 
PER. Altra donna giammai non apprenda! 
L'Inghilterra mai più non intenda 
Liiemgio strazio che d’Anna si fa! 
(Anna e Percy partono fra soldati) 


32 


SCENA VII. 


Enrico, indi Giovanna Seymour. 


ENR.Sposa a Percy pria che ad Enrico ell’era! 
Sposa a Percy!! Non mai: menzogna è questa! 
Onde sottrarsi alla tremenda legge 
Che la ‘condanna mia colpevol moglie, - 

E sia pur ver: la coglie 
Legge non men tremenda... e la sua figlia 
Ravvolge anch'essa nella sua.ruina. 


Gio. Sire... 
ENR. Vieni, Seymour... tu sei Regina. 
Gio. Ah! Sire... il mio rimorso 

Mi guida al vostro piè. (per prostrarsi, Enr. la 
ENR. Rimorsol... solleva) 
Giro. Amaro, 


Estremo, orrendo. - Anna vid’io... l’intesi... 
Il suo pianto ho sul cor. Di lei pietade 

E in un di me... Del suo morir cagione . 
Esser non vo’, nè posso... Ultimo addio 
Abbia il mio Re. 

ENR. Più che il tuo Re son io: 
L'amante io son, l'amante 
Ch’ebbe i tuoi giuri, e che fra poco all’ara 
Altri ne avrà più sacri, 

Gro. »Ah! non gli avessi 
»Mai proferiti que’funestì giuri 
»Che mi han perduta! Ad espiarli, o Sire, 
>Ne andrò in remoto asilo ove non giunga 
» Vivente sguardo, ove de’miei sospiri 
»Non oda il suono altri che il Ciel... 

ENR. » Deliri ? 
»E donde in te sì strano i 
»Proposto, o donna? E speri tu, partendo, 
>Anna far salva? Io più l’abborro adesso, 
»L’abborro or più che sì ti affligge e turba, 
»Che a spegner giunge il tuo medesmo amore. 

Gio.» Ah! non è spento... Ei mi consuma il core. 


33 


Per questa fiamma indomita 
Alla virtù preposta... 
Per quegli amari spasimi, 
Pel pianto che mi costa... 
Odi la mia preghiera... 
Anna per me non pera... 
Innanzi al Cielo e agli uomini 
Rea non mi far di più. 
ENR. Stolta! non sai... (si aprono le porte delle sale) 
Ma frénati: 
Sciolto è il Consiglio. 
Gro. Ah! modi... 


ENR. Frénati. (severamente: Gio. rimane afflittissima) 


SCENA VIII. 


Hervey con gli Sceriffi che portano la sentenza del Consiglio. Accorrono 


da tutte le parti î Cortigiani e le Dame, ecc. 


HER. I Pari unanimi 
Sciolsero i regi nodi... 
Anna, infedel consorte, 
E condannata a morte, 
E seco ognun che complice 
E istigator ne fu. 

Coro A voi, supremo Giudice, 
Sommessa è la sentenza. 
Unica speme ai miseri 
E la real clemenza: 
I Re pietosi immagine 
Sono del Ciel quaggiù. 

ENR. Rifletterò : giustizia 
Prima è dei Re virtù. 

(prende la sentenza dalle mani degli Sceriffi. Gio. si avvicina ad 
Lr. con dignità. Il Coro si arresta in lontananza) 


Gio. Ah! pensate che rivolti 
Terra e Cielo han gli occhi in voi; 


34 
Che ogni core ha i falli suoi 
Per dovere altrui mercè. 

La pietade Enrico ascolti, 

Se al rigore è spinto il re. 


ENR. Basta: uscite, e ancor raccolti 
Siano i Pari innanzi a me. 
Coro La pietade Enrico ascolti, 


Se al rigore è spinto il re. 
(partono: Enrico entra nella sala delon Csiglio) 


SCENA IX. 
Prigioni nella Torre di Londra. 


Il fondo e le porte sono occupate da Soldati. 


Percy scortato dalle Guardie, indi Rochefort. 


PeR.Tu pur dannato a morte, 
Tu, di niun fallo reo? 


Roc. Fallo mi è grave 
L’esser d’Anna fratello. 

PER. Oh! in qual ti trassi 
Tremendo abisso! 

Roc. Io meritai cadervi, 


Io che da cieca ambizion sospinto, 
Anna sedussi ad aspirare al soglio. 
PER.Oh! amico... al mio cordoglio 
Il tuo s’aggiunge... Ah! se sperarti salvo 
Potessi ancor, men dolorosa e amara 
La morte mi faria questa speranza. 
Roc. Dividiamci da forti... alcun s’avanza. 


SCENA X. 
Hervey e detti. 


HER.A voi di lieto evento 
Nunzio son io. Vita concede ad ambi 
Clemente il re. 

PER. Vita noi soli! ed Anna?... 


. Her.La giusta sua condanna 
Subir dev’ella. 
PER. E me sì vile ei tiene 
Che viver voglia, io reo, quando ella muore, 
Ella innocente! A lui ritorna, e digli 
Ch’io ricusai l’obbrobrioso dono. 


HeRr.Che ascolto? - Voi? (a Rochefort) 
Roc. Pronto al supplizio io sono. 

(si getta nelle braccia di Percy) 
PER. Vivi tu, te ne scongiuro, 


Tu men tristo, e men dolente : 
Cerca un suolo in cui securo 
Abbia asilo un innocente: 
Cerca un lido in cui vietato 
Non ti sia per noi pregar. 
Ah! qualcuno il nostro fato 
Resti in terra a lagrimar. 


Roc. Oh! Percy, di te men forte, 
, Men costante non son io. 
HER. Risolvete. 

Roc. Udisti... 

a Morte. 
HER. Sian divisi. 

O? Amico!... addio. 
PER. Nel veder la tua costanza 


11 mio cor si rasserena: 

Non temea che la tua pena, 
Non soffria che il tuo soffrir. 

L’ultim’ora che s’avanza 

Ambidue sfidar possiamo, 

Chè nessun quaggiù lasciamo 
Né timore, nè desir. 

(si danno un addio e partono fra Soldati) 


SCENA XI. 


Escono le Damigelle dalla prigione di Anna. 


Turti Chi può vederla a ciglio asciutto, 
In tanto affanno, in tanto lutto, 
E non sentirsi spezzare il cor? 
APARTI Or muta e immobile qual freddo sasso : 
Or lungo e rapido studiando il passo; 


36 

Or trista e pallida com’ombra in viso; 
Or componendosi ad un sorriso i 
In tanti mutasi diversi aspetti, 
Quanti in lei sorgono pensieri e affetti 
Nel suo delirio, nel suo dolor. 

Tutti. Chi può vederla a ciglio asciutto, 
In tanto affanno, in tanto lutto, 
E non sentirsi spezzare il cor? 


SCENA XII. 


Anna dalla sua prigione in abito negletto si avanza lentamente, as- 
sorta in profondi pensieri. Silenzio universale. Le Damigelle la cir- 
condano vivamente commosse. Ella le osserva attentamente; sembra 
rasserenarsi, 


AnnAPiangete voi? donde tal pianto ?... E questo 
Giorno di nozze. Il Re mi aspetta... è acceso, 
Infiorato l’altar. - Datemi tosto 
Il mio candido ammanto; il crin m’ ornate 
Col mio serto di rose... 

Che Percy non lo sappia - il Re l’impose. 

CoroOh! memoria funesta! 

ANNA Oh! chi si duole? 

Chi parlò di Percy ?... Ch'io non lo vegga; 
Ch° io m° asconda a’ suoi sguardi. - E vano - Ei viene, 
Ei mi accusa... ei mi sgrida. Oh! mi perdona... 
Infelice son io. Toglimi a questa 
Miseria estrema... Tu sorridi?... oh gioia !... 
Non fia, non fia che qui deserta io moia! 
Al dolce guidami 
Castel natio, 
Ai verdi platani, 
Al queto rio 
Che i nostri mormora 
Sospiri ancor. 
Colà, dimentico 
De’ corsi affanni, 
Un giorno rendimi 
De' miei prim’ anni, 
Un giorno solo 
Del nostro amor. 
Coro Chi può vederla, ecc. 


37 
SCENA XIIL 


Odesi suono di tamburi. Si presentano le guardie. 


Hervey e Cortigiani. Anna si scuote. 


ANnNAQual mesto suon ?... che vedo?... 


Hervey! le guardie!... (le osserva attentamente ; 
| rinviene dal suo delirio) 
HER. (alle guardie) Ite, e dal carcer ioro 
Sian tratti 1 prigionieri. 
ANNA (atterrita) Oh! in quale istante 


Dal mio delirio mi riscuoti, o Cielo! 
A che mai mi riscuoti?... 


SCENA ULTIMA. 


Escono da varie prigioni, Rochefort, Percy, . 
e poi ultimo Smeton. 


KRoo PeR. Anna! 
ANNA Fratello!... 
E tu, Percy!... per me, per me morite! 
Sme.Io solo, io vi perdei... me maledite... 
(avanzandosi, si prostra a’ piedi di Anna) 


ANNASmeton !... (si ritira come sbigottita) 
PER. Iniquo! 
SME. Ah! sì... lo son... ch'io scenda 


Con tal nome fra |’ ombre. Io mi lasciai 

Dal Re sedurre. - Io v’ accusai credendo 

Serbarvi in vita; ed a mentir mì spinse 

Un insano desire, una speranza 

Ch’ io tenni in core un anno intier repressa. 

Maleditemi voi... 
ANNA Smeton!... Ti appressa. 

Sorgi - che fai? Chè l’arpa tua non tempri? 

Chi ne spezzò le corde? (Sme. è sempre inginocchiato, 
Roc. Anna! ella lo alza) 
PER. Che dici? 


CoroRitorna a vaneggiar. 


38 
ANNA Un suon sommesso 
Tramandan esse come il gemer tronco 
Di un cor che more.,. egli è il mio cor ferito 
Che l’ultima preghiera al Ciel sospira. 
Udite tutti. 
Roc., PER., SME. Oh! rio martir! 
Coro Delira. 
ANNA Cielo, a’ miei lunghi spasimi 
Concedì alfin riposo, 
E questi estremi palpiti 
Sian di speranza almen. 
TUTTI L’ estremo suo delirio 
Prolunga, o Ciel pietoso, 
Fa che la sua bell’ anima 
Di te si desti in sen. (silenzio) 
(Odonsi colpi di cannone tn lontano e suonar di 
campane. Anna rinviene a poco a poco) 
ANNA Chi mi sveglia? ove sono? che sento ? 
Suon festivo? che fia? favellate. 
Coro Acclamata dal popol contento 
E Regina... 
ANNA Tacete... cessate. 
Manca, ahi! manca a compire il delitto 
D'Anna il sangue, e versato sarà. 
(st abbandona fra le braccia delle Damigelle) 
Turti Ciel! risparmia al suo core trafitto 
Questo colpo a cui regger non sa. 
ANNA Coppia iniqua, l’ estrema vendetta 
Non impreco in quest’ ora tremenda ; 
Nel sepolcro che aperto m' aspetta, 
Col perdono sul labbro si scenda, 
Ei m’acquisti clemenza e favore 
Al cospetto d' un Dio di pietà. (sviene) 
TuTTI Sventurata!... ella manca... ella more! 
(si presentano gli Sceriffi a prendere i prigionieri. Rochefort, Sme- 
ton e Percy vanno loro incontro, e additando Anna, esclamano) 


Immolata una vittima è già. 


FINE.